GALLERIA DEL FALCO
About us
Ci troviamo nel centro storico di Gravina in Puglia, una delle più antiche città della regione, e proponiamo attività laboratoriali di vario genere volte a creare un rapporto immersivo e tattile nell’ambito del restauro, della produzione artigianale e della cultura materiale del territorio.
The Gallery Palazzo del Falco
Walking on Via Matteotti street, the Galleria del Falco, will come into your sight in just a few minutes.
The Galleria del Falco gallery has been located on Via Matteotti for over three decades. From here, a number of Neapolitan artworks had been included in major museums around the world.
Musee Guimet and the Cernuschi museum (Paris, France), the Shanghai museum (China), the Miho museum (Japan), Canberra National museum (Australia) and the Louvre Abu Dhabi (United Arab Emirates), to name a few.
Neapolitan painting 800'
Advanced Painting
Drawing
Art Conservation
Conservation of frescoes
The works on display belong to the Bourbon and post-unification periods, when Neapolitan artists (and not only) contributed to creating a national figurative language.
The course begins with an in depth explanation of the “Galleria del Falco” method, a technical demonstration on mixing colors, organizing the palette, preparing mediums, and producing a painting from life.
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The workshop provides immersive, hands-on experiences in art conservation focused on 17th – 20th-century European paintings, alongside foundational instruction in the conservation of rupestrian frescoes from the 15th century.
Research and conservation of frescoes will take place in the rupestrian settlements (underground habitations) of the Alta Murgia area, offering a unique opportunity to study artwork within its historical context.
dove siamo
Gravina in Puglia
è il cuore di un territorio che sorprende per la sua profondità, un luogo in cui natura, storia e cultura si intrecciano in un paesaggio che parla con voce antica. Qui la Murgia si apre in scenari di pietra e luce, modellati dal vento e dal tempo, mentre la gravina – il canyon che dà nome alla città – incide la terra con una forza primordiale, creando un ambiente unico fatto di grotte e percorsi scavati nella roccia.
Il centro storico, adagiato sul ciglio della gravina custodisce un patrimonio
architettonico che racconta secoli di stratificazioni: chiese rupestri affrescate, palazzi nobiliari, vicoli che si arrampicano verso la Cattedrale romanica. Sotto il tessuto urbano si estende un mondo nascosto: la Gravina sotterranea, una rete di ambienti ipogei, cisterne, frantoi e luoghi di culto che testimoniano l’ingegno delle comunità che qui hanno abitato.
Il territorio circostante è un mosaico di masserie, campi di grano, vigneti e pascoli in cui la ruralità non è semplice sfondo, ma parte integrante dell’identità locale. La Murgia offre scenari di grande suggestione: boschi di querce, lame, tratturi e aree protette in cui la biodiversità è ancora viva e riconoscibile.
Gravina è anche un crocevia culturale. La sua storia dialoga con quella dei centri vicini – Matera, Altamura, Castel del Monte, Alberobello, Trani, Grottaglie – creando un sistema territoriale ricco di connessioni, tradizioni condivise e paesaggi culturali che si rispecchiano l’uno nell’altro.
Raccontare Gravina significa raccontare un territorio che non si lascia consumare in fretta: chiede tempo, ascolto e uno sguardo capace di cogliere la bellezza nelle sue forme più autentiche. È un luogo che invita a camminare lentamente, a osservare, a lasciarsi attraversare dalla storia che la pietra custodisce e dalla vitalità di una comunità che continua a vivere il proprio patrimonio come una responsabilità condivisa.









La cultura del cibo a Gravina in Puglia: un racconto di terra, memoria e convivialità
A Gravina in Puglia il cibo non è soltanto nutrimento: è un linguaggio antico, un gesto di appartenenza, un modo di raccontare la propria storia senza bisogno di parole. Qui, dove la Murgia si apre in distese di grano, vigneti e pascoli, la cucina nasce dall’intreccio tra povertà contadina e ricchezza di materie prime, trasformando ingredienti semplici in piatti che parlano di identità e radici.